Mente e corpo sono indissolubilmente collegati e il buon funzionamento di una incide sull’altro.

È interessante la prospettiva secondo la quale la mente focalizza la visione cui condurre il corpo, la direzione cui tendere, gli obiettivi da perseguire.

È proprio come lo sguardo che, se direzionato sulla ruota della bicicletta mentre si pedala, porterà a cadere. Se invece puntato avanti, è lì che condurrà: ancora più avanti, verso la meta.

Quando parliamo di sport, ma non solo, direzione ed obiettivi sono strettamente correlati.

“Se hai un perché abbastanza forte, il come lo troverai” dicono i grandi motivatori. È proprio così.

Si parte dallo scopo per arrivare all’obiettivo. La domanda da porsi è:

“Perché vuoi quello che vuoi?”

Dalla risposta scaturisce la motivazione.

La motivazione è quella spinta che smuove una persona dalla stasi per portarla verso un obiettivo.

È il motivo che spinge ad agire, il movimento verso l’azione (dal Latino “Motus” = Movimento).

La motivazione è la propulsione che porta dalla situazione attuale a quella desiderata, mediante un piano di azione.

Poniamo quindi che la situazione desiderata corrisponda all’obiettivo da raggiungere.

Per raggiungere l’obiettivo occorre una strategia, poiché per avere successo occorre un metodo, lo conferma la ricerca. Un articolo uscito sulla rivista Forbes (nel 2018) cita infatti una ricerca svolta presso l’Università di Bristol su 3000 persone intenzionate a raggiungere i propri obiettivi. La ricerca attesta che in due mesi (da dicembre a febbraio) l’80% dei partecipanti aveva già rinunciato. Cosa ha fatto sì che il restante 20% riuscisse invece a proseguire e poi a raggiungere gli obiettivi? Avere metodo. Queste persone infatti avevano tutte un sistema di Goal Setting, una vera e propria bussola che ha permesso loro di orientarsi fino alla meta.

Analizziamo allora un metodo, conosciuto con l’acronimo SMART, reso ancora più efficace grazie alle strategie mutuate dalla PNL (Programmazione Neuro Linguistica, vera e propria arte dell’eccellenza).

Gli Obiettivi per essere SMART
devono essere:  
Specific   Specifici  
Mesurable   Misurabili  
Achievable   Raggiungibili  
Reality connected   Connessi con la propria realtà  
Time expressed   Espressi in termini temporali:
dotati di scadenza  

Gli obiettivi efficaci, secondo la PNL, devono essere “Ben Formati” e cioè:

  • Sono espressi in termini positivi
  • Esprimono un risultato, non un processo
  • Sono concreti (come saprai di averli raggiunti)?
  • Sono sotto la tua responsabilità
  • Sono stimolanti (di quali risorse hai bisogno?)
  • Sono ecologici, cioè funzionali (ne vale la pena?)

Dopo un’ottima teoria, occorre un’ottima pratica e quindi bisogna passare in azione e, a seguire, verificare che il piano conduca al successo.

Affinché qualsiasi piano di azione si realizzi, deve fondare su solide convinzioni.

Le convinzioni sono quelle forze che plasmano la realtà soggettiva di ognuno. Affinché remino a favore devono quindi essere funzionali, potenzianti.

Le tre convinzioni potenzianti per eccellenza sono:

  • È POSSIBILE
  • È possibile per ME
  • Ho il METODO GIUSTO/ me lo MERITO

La negazione di queste tre convinzioni le rende depotenzianti e porta all’insuccesso.

Convinzioni depotenzianti:

  • NON è POSSIBILE
  • NON è possibile per ME
  • NON ho il METODO GIUSTO/ NON me lo MERITO

Convinti = autoefficaci

Autoefficacia significa avere fiducia nelle proprie capacità e, in particolare, nelle proprie capacità di influire sugli eventi.

Locus of Control interno: credere nelle proprie capacità di influire sugli eventi (e comportarsi di conseguenza).

Locus of Control esterno: credere di essere in balia degli eventi (e comportarsi di conseguenza).

Locus of Control interno Locus of Control esterno
Self Talk POSITIVO Self Talk NEGATIVO
Attivazione di energie e risorse Consumo di energie e risorse
Senso di Responsabilità, proattività Stress, ansia

La tabella illustra sinteticamente il processo per cui, se l’individuo si sente capace di rispondere agli eventi (responsabilità) e di poter influire su di essi (proattività), gestisce un self talk (dialogo interno) positivo che gli permette di agire al meglio in quella situazione.

Se, invece, si sente in balia degli eventi, si rende vittima di un self talk negativo che rischia di prosciugare le sue energie.

È quindi fondamentale, sempre e in questo momento più che mai, riconoscere le proprie modalità di pensiero, gestirle e modificarle a nostro favore.

                                                                                                                                             Micaela Stecca

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