Parola d’ordine: variare

Così Luigi Marangon (docente e fondatore, insieme a Federica Ruggero, della scuola di recitazione e comunicazione Liguriattori) conclude i consigli sull’uso della voce nel public speaking durante l’ultimo webinar cui ho partecipato per tenermi sempre aggiornata e in allenamento.

Variare tono, colore, ritmo e quindi velocità nel parlato è fondamentale per tenere alta l’attenzione.

Di recente ho osservato alcuni video prodotti da un noto marchio del settore fitness.

La situazione complessa che stiamo vivendo, durante questo anno, ha portato infatti molte palestre a spostare o arricchire i propri palinsesti dei corsi in formato video, online.

I centri più piccoli si sono organizzati in modo familiare, quelli più grandi in modo strutturato.

Nel mucchio, una marea di istruttori improvvisati che hanno capito la portata del web.

È stato molto interessante poter varcare le porte virtuali di tante palestre e poter vedere in pratica il loro stile, il livello di preparazione degli insegnanti, la capacità di coinvolgimento.

Il marchio di cui vi parlavo stava già puntando sull’online da due anni, quindi disponeva già di un set meraviglioso fatto di luci, ottima qualità sonora, effetti speciali e di una postazione grintosa extemporanea realizzata in un ambiente apposito, completamente immerso nel buio, per dare risalto all’unico protagonista: l’istruttore.

Tutto parrebbe perfetto se non fosse per quella variabile dalla carica potenziale altissima: l’elemento umano.

Potenzialmente una bomba, se supportato da una adeguata formazione e dotato di caratteristiche da comunicatore, l’istruttore può rappresentare il successo dell’intero progetto o il fallimento, se invece ne è privo.

“Authorities act with themselves in mind. Leaders act with others in mind. Authorities take. Leaders give. Authorities die. Leaders live” Simon Sinek.

Se l’istruttore è innamorato di se stesso e si gongola nel suono rotondo e sempre uguale della propria voce diventa la criticità numero uno.

Sarebbe un peccato per un progetto tanto ambizioso infrangersi nella monotonia della voce di un’istruttrice narcisa. Altri colleghi risollevano la situazione, infatti, seppur con tanti errori nella scelta linguistica.

È facile criticare nella posizione dello spettatore, poiché mancano altre prospettive e bisogna riconoscerlo.

Ma non è tanto una questione di critica quanto un bisogno di crescere per fare la differenza.

Un consiglio al neofita che si addentra nel mondo della comunicazione applicata al fitness:

leadership e varietà nei toni sono un ottimo modo per incominciare.

E sono solo l’inizio.

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