La varietà è uno dei sei bisogni fondamentali che l’essere umano sente di dover soddisfare per stare bene.

Ti piace mangiare tutti i giorni lo stesso piatto? Ascoltare gli stessi discorsi? Guardare lo stesso film?

Anche chi preferisce ripetere gli stessi schemi, perché magari gli trasmettono maggior sicurezza, ha bisogno in qualche misura di cambiare.

Questo accade più o meno consapevolmente ad ognuno in modo diverso e su diversi livelli di intensità.

Ma cosa succede se sono gli altri a cambiarci le carte in tavola o se ci troviamo ad affrontare un imprevisto, un evento inaspettato che ci costringe a stravolgere i nostri piani?

Le nostre certezze vacillano e solitamente, nel migliore dei casi, proviamo un certo disagio.

Ecco l’altro lato della medaglia. Da una parte la varietà, dall’altra l’incertezza.

La ricerca ci dice che chi è capace di tollerare un alto grado di incertezza, ha più chance di successo nella vita, rispetto a chi invece si blocca. La capacità di adattamento e la flessibilità sono strettamente correlate all’evoluzione.

Pensate ai dinosauri. Sono stati incapaci di adattarsi ai grandi cambiamenti che il mondo stava attraversando e sono estinti. In natura vince chi riesce meglio ad adeguarsi agli eventi e, grazie a questo, si evolve.

Nel mondo del lavoro, se eroghiamo servizi ad esempio, dobbiamo tenere conto di questa variabile sia nella capacità di adattare l’offerta, sia nell’abilità di offrire la giusta dose di varietà, in modo tale che quest’ultima sia piacevole per i nostri clienti, anziché sconfinare nell’incertezza.  

Ho conosciuto esempi molto calzanti nell’ambito fitness. Gli istruttori di corsi di gruppo, che ripetevano alla noia le stesse lezioni, hanno visto le loro classi svuotarsi. Caspita, non variavano neppure la musica e, se tu avessi seguito le loro classi, avresti potuto prevedere esattamente quale esercizio avrebbero proposto su quello specifico brano musicale. Tutte le volte, “verso l’infinito e oltre” (e non sto parlando di pre-coreografate o pre-strutturate stile Les Mills)!

Altri, invece, con l’ansia di annoiare, cambiavano i passi in continuazione, senza aspettare che gli allievi li avessero compresi e memorizzati. Risultato finale? Classi svuotate anche in questo caso.

È un equilibrio difficile, ma si può trovare se abbiamo le competenze, nel fitness come in ogni settore.

Osservare il cliente, calibrare le sue reazioni, il suo linguaggio non-verbale in risposta alle nostre proposte, è un ottimo modo per incominciare.

Comunicazione e varietà. Varietà ed incertezza.

Due lati della stessa medaglia.

Ancora una volta, ogni situazione ha bisogno di un diverso equilibrio e sta a noi trovarlo per fare la differenza.

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