Ci sono giorni in cui tutti sembrano dirti cosa fare, persino sui social!
Ricette magiche che predicano illuminazioni improvvise e invece rompono semplicemente le scatole.
Tu sei lì che cerchi di rilassarti, ritagliandoti un momento di svago e ti imbatti nella banda dei sapientini.
La prima reazione potrebbe essere quella di sentirti sfigato.
Ma come, sei l’unico che ancora non usa X, non fa Y, non è abbonato a Z?
Poi spero che tu ci rida sopra.
Giorni fa mi è capitato il video di un personal trainer che consigliava ai clienti come scegliere un personal trainer.
La proposta del tema mi ha sorpreso, mi pareva ardita e coraggiosa.
Perché mettere il seme nel dubbio nella mente dei suoi follower? E se dopo la visione si fossero chiesti: ho fatto bene a seguire proprio lui?
Ma no! Lui è sicuro di corrispondere alla perfezione alla descrizione dell’istruttore ideale che sta per fare!
Strategico! Ho sorriso e sono tornata a seguire il video.
La prima regola è non parlare mai del personal trainer.
Ah, no. Quella era del “Fight Club”. Peccato.
<<La prima regola per capire se un personal trainer è un professionista – proclama, invece, il protagonista – è verificare che ti chieda subito: “Qual è il tuo obiettivo?”>>.
Confesso che a questo punto mi sono fermata a lungo, visualizzando mirabolanti scenari che forse il ragazzo, ancora troppo giovane e poco esperto, non riesce per il momento ad immaginare.
La signora anziana consigliata dal figlio che… “Mamma, fai un pochino di attività e fatti seguire personalmente da un istruttore, che non hai mai fatto nulla e ti spacchi”
La giovane ragazza minorenne sottopeso, ma che desidera perdere 5kg, dato che ha negli occhi il modello dell’ennesima influencer, fighissima, che si allena solo con un paio di elastici.
L’eterno adolescente di quarant’anni, “secco”, che vuole diventare entro l’estate (in meno di due mesi) grosso come the Rock.
Ho immaginato quindi il trainer porre la sua domanda perfetta e sentirsi rispondere da queste persone.
Ora, poniamo ottimisticamente che un utente fitness medio, che propende per un allenamento personalizzato, abbia un obiettivo chiaro.
Il trainer come deve gestire il cliente in caso abbia un obiettivo indefinito o irraggiungibile? Come può per evitare di demoralizzare la persona e riuscire a riorientarne le convinzioni verso un ideale più equilibrato?
È per questo, o meglio questo è solo uno dei motivi per cui un allenatore deve saper utilizzare la comunicazione efficace al pari della tecnica di allenamento.
Per essere un coach, come tanti si fanno chiamare oggi, anziché un semplice trainer, indossare una maglietta con la scritta “coach” è insufficiente.
Avere un obiettivo è importantissimo e anche la preparazione tecnica del trainer è indispensabile per raggiungere un risultato.
Ma se il preparatore è incapace di gestire un’interazione in modo efficace, obiettivi e tecnica sono del tutto insufficienti.
Ho divagato volutamente sul tema perché sono molto curiosa di sapere:
qual è la prima domanda che vorresti ricevere tu da un fitness coach? Raccontamelo e condividi l’articolo, se ti è piaciuto, che c’è sempre bisogno di trainer preparati e consapevoli!