C’è smarrimento, delusione, rabbia, stanchezza nel mondo del fitness oggi.

I recenti sviluppi sono arrivati come un pugno nello stomaco, insieme all’ultimo decreto che ha chiuso il fitness e penalizzato la ristorazione.

Difficile pensare ad altro, quando ci sei dentro, se non per cercare soluzioni alternative.

Soprattutto quando lo scenario futuro si fa sempre più complesso.

Diventa arduo vedere in modo nitido, senza farsi condizionare dalle emozioni.

Nel risk management si dice che i piani vanno stilati nella calma.

I rischi vanno analizzati in anticipo, previsti e risolti prima ancora che si intravvedano all’orizzonte.

Quando scatta la crisi, bisogna solo seguire le procedure prefissate. Bisogna agire, piuttosto che pensare. Perché il pensiero sotto stress è poco lucido, poco lungimirante, poco razionale.

Il pensiero gira a vuoto, spesso portato a spasso dalle emozioni contrastanti.

Puoi fermarti un attimo, quindi. Prenderti un minuto.

Prova: respira. Respira lentamente, in modo piacevole per te.

Cinque respiri profondi. Poi ancora due, se ti va.

Ossigena la mente. Bevi un sorso d’acqua, portando un’insolita attenzione a quel gesto.

Focalizza la tua consapevolezza sui dettagli.

Il bicchiere. Sentine il contatto tra le dita, mentre lo afferri.

Ascolta il suono dell’acqua che scende dalla bottiglia per riempirlo.

Bevi lentamente, segui il percorso dell’acqua dalle labbra fino allo stomaco.

L’acqua scorre, si adatta alle forme, è fluida.

Così, come l’acqua ispiriamo la mente alla fluidità.

Quando sei saturo, togliti dal pensiero, come hai appena fatto.

Vai sul concreto. Sulla presenza.

Se non puoi cambiare gli eventi, puoi almeno cambiare il tuo stato emotivo.

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