“Non pensare ad un limone. Non pensare di tagliarne una fettina succosa, non pensare di morderla e non pensare di sentire il succo che ti si riversa nella bocca”.

Ci sei riuscito? O anche a tu hai avvertito un aumento della salivazione? Il processo che può dar vita a questa situazione è molto curioso. Il cervello, per interpretare correttamente la negazione, si trova prima a immaginare quanto viene affermato e solo dopo a negarlo.

Se diciamo “Non girare a sinistra”, semplificando il concetto, è come se la nostra attenzione registrasse in un primo momento le parole “girare a sinistra” e cogliesse soltanto in un secondo momento il “Non”. Sintetizzando, l’effetto sarebbe: “Gira a sinistra! No!”.

Che comunicazione faticosa e che dispendio di energia!

Ma esiste una la soluzione: utilizzare indicazioni affermative. Se ad esempio diciamo: “Vai dritto” oppure “Gira a destra”, la richiesta risulta diretta e quindi susciterà una risposta più rapida.

 È importante fare una riflessione su questo concetto, soprattutto ora, in questo particolare periodo storico durante il quale stiamo affrontando una situazione per noi senza precedenti, a causa del COVID19.

Potrebbe succedere che una persona a cui teniamo molto, abbia un momento di scoramento e ci chieda aiuto. Per infonderle coraggio, possiamo dirle: “Non mollare”?

Ma se ilcervello coglie immediatamente la parte affermativa della frase, che messaggio arriverà?

Se sproniamo quella persona a “Non mollare”, la sua attenzione si focalizzerà immediatamente sul concetto di mollare.

Se le diciamo “Non è così faticoso quello che stiamo vivendo”, verrà colpita immediatamente dall’idea di fatica.

Se cerchiamo di rassicurarla dicendole: “Non ti preoccupare”, realizzerà che ha motivo di preoccuparsi, che c’è un pericolo che la minaccia.

Queste parole hanno un impatto devastante e indurranno il risultato opposto alle nostre buone intenzioni: una forte demotivazione.

Vogliamo essere di supporto? Bene, allora diamo la direzione giusta ai pensieri, utilizziamo indicazioni dirette, affermative, semplici per il cervello, come:

“Tieni duro”

“Hai superato prove difficili, supererai anche questa”

O ancora, in modo un po’ più elaborato:

“Ci sta che tu sia giù, non si può sempre essere a mille, è una bella sfida questa, ma tu hai tutte le risorse per superarla”

Nell’ultima frase l’utilizzo del “non” giocherà a nostro favore ed è così che deve risultare la comunicazione: a favore nostro e della persona con cui stiamo parlando. Perché una comunicazione efficace può davvero guidare a vedere la luce nei momenti più bui, a trovare la forza nelle risorse innate di ognuno e le parole in grado di sostenere e risvegliare quella voglia di farcela che abbiamo viva nel profondo.

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