“Non ci pensare, ci sono momenti peggiori, non è il caso di abbatterti e lasciare che il peso di questa situazione ti schiacci. Non pensare di essere solo, in fondo siamo tutti sulla stessa barca. Non mollare”.

Le parole sono come porte che si aprono sul mondo, guidano la nostra attenzione e suscitano sensazioni che, a loro volta, creano l’esperienza di quello che percepiamo. Come dice Tony Robbins, coach di altissimo livello, noi non facciamo esperienza della realtà, ma di quella porzione di realtà su cui ci focalizziamo.

“È vero, stiamo attraversando un momento complesso, è naturale che tu lo stia accusando ora, ma ne uscirai, sai perché? Perché tutto è transitorio e lo è anche questo periodo. Tieni duro”.

Immagina che l’esperienza vissuta da chi ascolta queste due frasi sia come un lungo corridoio.

Le porte che sono state aperte dalla prima frase hanno suscitato emozioni molto diverse da quelle aperte dalla seconda.

Il corridoio dell’esperienza si è trovato inondato prima dal buio e poi dalla luce.

Il primo mi ricorda un androne tetro di una casa abbandonata e piena di insidie di un film horror. Tu sei il protagonista, stai cercando una via d’uscita e sprofondi nelle tenebre. Ti senti abbattuto, schiacciato, solo, hai voglia di mollare.

Il secondo, invece, è come un vano che viene inondato dalla luce mentre persiane si aprono su un giardino soleggiato, spazzando via ombre e preoccupazioni, poiché i momenti duri sono solo momenti transitori e passeranno, poiché tutto passa.

Le parole sono come frecce per la nostra attenzione.

Il vocabolo “word”, che in Inglese significa proprio “parola”, con l’aggiunta di un “l” si trasforma in “world” che in Italiano significa “mondo”.

Una parola si trasforma in un mondo.

Sono i dettagli che fanno la differenza.

I dettagli determinano il significato che diamo alle cose, alle esperienze, alla vita.

In qualsiasi momento, in ogni ambiente, hai l’opportunità di scegliere i termini che usi. L’impatto che avranno sarà diverso in base al contesto, alle persone con cui comunichi. Ma una cosa è certa: se parli di peso, non evocherai leggerezza, se parli di mollare, non evocherai persistenza e tenacia.

Le parole sono emozione e quindi energia. Se incontri delle difficoltà, è stupido negarle. Vanno accettate, ma con la certezza che potranno essere superate. Puoi creare fiducia, ispirare forza, motivazione, speranza, sia che tu stia consolando un amico, stimolando un collaboratore o un collega, parlando tra te e te o allenando uno sportivo, se sei un istruttore.

Focalizzati su quello che si può fare, usa le parole come una torcia. Ti stupirà quello che possono accendere.

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