Talvolta il tempo mangia tempo e vola.

Soltanto che, anziché rigenerarsi, si consuma.

Ecco perché è tanto importante esserci.

Essere presenti a sé stessi, consapevoli del momento, intendo.

La vita è densa, ma a renderla piena è il modo in cui la vivi.

Quello che accade intorno, in qualche modo ti riguarda sempre, lascia un’impronta sul tuo umore.

E se non lo fa, forse varrebbe la pena che ti fermassi ad osservare cosa ti ha reso impermeabile.

Lo scrivo perché noto in giro una forte indifferenza contrapporsi ad un eccesso di partecipazione sempre più spesso.

Mi pare la storia di buoni o cattivi, orgoglio o indifferenza, bianco o nero senza sfumature.

Dicotomie estreme e forzate da cui uscire. Anche con il cuore.

La testa svicola, a volte. Ti porta via, tra il fumo di pensieri che rivolgi troppo indietro o troppo avanti.

Qui la storia è diversa. Occorre uscire dal loop, tornare al presente.

Le dicotomie dimenticano la prospettiva.

Invece tutto dipende dalla parte di racconto che stai ascoltando, dal modo in cui ti viene narrato e persino dalla relazione che hai con chi lo sta facendo.

Tutto incide sulla tua percezione e sull’emozione che suscita in te.

Quindi, per dirla con Watzlavick, ognuno ha ragione “dal suo punto di vista”.

O forse torto.

Non importa in senso assoluto, se c’è onestà di intenti.

Ciò che importa è ricordarlo, anche se a volte può portarti ad un brusco risveglio e, come cantava Vasco, lascia stare l’orgoglio che ne ha rovinati più lui del petrolio.

(foto unsplash)