Le domande che poni sono un’ottima risposta.

Sono indicatori di dove sta andando il tuo pensiero. Svelano anche le tue emozioni e quello che è importante per te, i tuoi valori, insomma. Soprattutto se, dopo aver chiesto, ascolti la risposta.

“Ciao, come stai?” può significare anche: “Mi importa davvero di te”.

Domandarlo è indice di attenzione e cura, crea connessione con l’altro.

Connessione è una parola dalle infinite sfumature e, ormai, si tende sempre più ad associarla alla connessione dati di uno smartphone o di un pc, ma nasce per indicare uno dei bisogni fondamentali dell’essere umano, quello di essere in relazione con gli altri, di sviluppare amicizie, di amare ed essere amato.

C’è una ricerca interessante portata avanti dai ricercatori dell’Università di Harvard per 75 anni a partire dal 1938 su oltre 600 partecipanti. Il focus: scoprire cosa fa la differenza nella vita di una persona per garantirle maggior salute e serenità. I risultati dello studio dimostrano che chi a 50 anni ha buone relazioni, ad 80 è più sano nel corpo e nello spirito. Pensate, quindi, a quale enorme potere ha la soddisfazione adeguata del bisogno di connessione: da questa dipende il benessere psicofisico dell’essere umano.

Perché è importante a livello di comunicazione?

Semplicemente perché comunicare che “Mi importa davvero di te” al tuo cliente, lo mette al centro del tuo micro-universo che, caso vuole, va a coincidere con il centro del suo, cioè quello che per lui ha più importanza in assoluto. Gli trasmette che a te interessano i suoi bisogni, le sue esigenze, che sarai lieto di trovare soluzioni su misura per lui.

Lo aiuta, in altre parole a soddisfare il proprio bisogno di connettersi e sentirsi connesso.

Alcune domande che ti allineano facilmente e in modo spontaneo a questo tipo di comunicazione, quando conversi, sono:

Ciao, come stai?

Tutto bene?

Com’è andata poi quella storia di cui mi avevi parlato?

Come va il ginocchio?

Come vanno i muscoli dopo l’allenamento a base di affondi?

Hai passato l’esame?

Come sono andate le analisi?

E tutte quelle che la fantasia e il contesto ti suggeriscono e che nascono da un interesse sincero.

Sì, perché la carta “falsità” si scopre facilmente e porta ad allontanare anziché ad avvicinare.

Del resto, a chi piacciono i bari? Nessuno apprezza i modi affettati e i personaggi egocentrici volti solo al proprio tornaconto.

Gestualità, sguardo, tono della voce, e parole saranno quindi la prova del nove che dovrai superare per dimostrare un interessamento reale e risultare credibile.

Anche se difficilmente a qualcuno importa davvero solo di se stesso, anche alla persona più egoista occorre che gli altri stiano bene per essere in grado di badare a lui, quindi l’esempio dell’egoista diventa un paradosso: se vuole il proprio bene deve curarsi del fatto che chi glielo garantisce stia bene per primo!

Ma voglio pensare che chi legge i miei articoli, quindi anche tu, sia una persona altruista, proprio perché motivato alla crescita personale, al miglioramento e che, quindi, sviluppi un sano e sincero coinvolgimento verso le persone con cui decide di connettersi, clienti compresi.

La lealtà permette di creare un ambiente positivo in cui è piacevole vivere, collaborare, lavorare e quindi dare e ricevere volentieri un servizio.

Riflette perfettamente quella che viene identificata come la logica “win win”: vinci tu e vinco io, se vinciamo insieme. Naturale, se pensi che una vera connessione a senso unico è impossibile.

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