Sviluppa uno schema e conquisterai il mondo.

Bene, forse non proprio il mondo intero, ma potrai conquistare chi ti ascolta.

Spiegare un concetto a qualcuno è tanto più facile quanto maggiore è la tua capacità di schematizzare.

Quando sei davvero chiaro? Innanzi tutto, quando ti premuri di verificare che chi ci sta ascoltando abbia ben inteso le tue parole.

Appurata poi la comprensione, grazie ad un buon sistema di feedback, un ottimo modo per aiutare l’altro ad elaborare e memorizzare è sintetizzare i punti salienti in modo semplice e schematico.

Pensa alle ricette di cucina: vengono organizzate per punti, secondo un ordine prestabilito e imprescindibile, se si desidera ottenere il risultato garantito dallo chef.

Nel 1956 lo psicologo George A. Miller pubblicò un articolo riguardo una sua ricerca, secondo la quale la mente umana può ritenere massimo 7 informazioni, più o meno 2. Secondo Miller, cioè, siamo in grado di ricordare un numero di informazioni che va da 5 a 9.

Altre ricerche successive hanno dimostrato diversi risultati, ridimensionando il numero di info gestibili a 3 o 4, ciò nonostante, tutte concordano sul fatto che la memoria a breve termine abbia dei limiti.

Lo schema è uno strumento eccezionale per raccogliere le nozioni e favorire la memoria.

È utile durante le riunioni aziendali o a fine brainstorming e anche agli insegnanti o ai personal trainer.

Una tabella di allenamento funziona esattamente come una ricetta di cucina, ad esempio.

Una lezione di fitness musicale può essere riassunta sviluppando l’utilissima tecnica dei “Contenitori”.

I “Contenitori” sono semplici schemi, strutture, che determinano la modalità di allenamento e permettono al trainer di variarne facilmente i contenuti, rimanendo sul pezzo.

Prendiamo ad esempio il Tabata Training, circuito ormai noto e molto in voga.

Un circuito tabata si compone di 8 contenitori della durata di 30”, ognuno dei quali si sviluppa in 20” di esercizio e 10” di recupero, per la durata totale di 4’.

Il trucco è svelato: con uno schema chiaro, qualsiasi trainer, che abbia le competenze per scegliere gli esercizi più adatti, può facilmente creare circuiti Tabata, variandone i contenuti e rimanendo fedele al modello.

Possiamo utilizzare i contenitori anche per definire le fasi di un allenamento:

  1. riscaldamento
  2. fase centrale
  3. defaticamento

o di qualsiasi metodologia schematizzabile (circuit training, HIIT, pump e così via).

L’obiettivo è spiegare in modo semplice e memorabile la finalità del training, utilizzando come mezzo uno schema facile ed esaustivo.

NdR. La fotografia rappresenta una mia lezione ispirata al metodo Pilates, disegnata per organizzare velocemente le idee prima di proporle alla classe di istruttori in formazione. Dopo la pratica, i simboli illustrati sono risultati chiari anche ai trainer: l’azione ama la sintesi!

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