Ci sono giornate più complesse di altre. Giornate in cui la connessione va a fuoco, vorremmo sbrigare delle pratiche e, invece, dobbiamo aspettare. Ancora. A questo punto possiamo decidere. Possiamo scegliere se permettere al nostro cervello di friggere fino ad andare in fumo o spostarci e guardare quel filo sottile di fumo che si sta levando dalla nostra mente e diventarne consapevoli. Magari siamo in overload, è un periodo difficile per tutti, è naturale. E quindi? Quindi pausa. Ancora? Sì, quando è l’unica cosa saggia che puoi fare: pausa. Lasciamolo evaporare quel fumo. Guardiamolo disperdersi nell’aria intorno a noi e poi fissiamo lo sguardo su altro. La resa è solo momentanea, è una fase necessaria per ripartire, per riportare ossigeno al cervello, per respirare a pieni polmoni, ora più che mai consapevoli di quanto sia prezioso poterlo fare. Una mente ossigenata è consapevole e la consapevolezza porta quella lucidità tanto preziosa di questi tempi. Dove focalizziamo l’attenzione, lì comincia la nostra realtà. Scegliamo con cura dove guardare. Scegliamo a cosa dare attenzione, affinché sia più utile ragionare per migliorare la nostra giornata. C’è sempre un margine di scelta lungo il quale ricordare che siamo “i capitani della nostra anima”, i fautori del nostro destino, i creatori dei nostri pensieri, i pittori della nostra realtà. Possiamo scegliere ogni giorno se farne uno schizzo distratto o un capolavoro.

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