Facile come la predilezione per un ritorno immediato, tutto come “in ogni settore della vita”, subito come “posso averlo adesso?”.

La propensione alla comodità accompagna l’essere umano da sempre.

Il desiderio di risparmiare fatica lo accompagna, l’aspirazione all’equilibrio lo accompagna.

Con poco di più tanto di più.

Mi salta alla mente una barzelletta sciocca, ma particolarmente affine al tema.

Anni ‘90. Un manager viene attratto dall’ultimo corso sensazionale per imparare l’inglese dormendo.

Basta inserire l’audiocassetta nel walkman e il gioco è fatto. Il manager decide di sperimentarlo durante un volo intercontinentale, obiettivo: arrivare negli States padrone della lingua.

L’aereo decolla, il manager, dopo aver inserito la cassetta, preme il tasto “play” e sprofonda, come ad ogni volo, in un sonno profondo.

Al risveglio sbadiglia e la hostess gli si avvicina con un sorriso smagliante “Goodmorning, sir” e il manager: ”crrrrshhhhchhh ”.

Ruggenti anni ’90! Quando il nastro rimaneva incastrato nel walkman, erano tutti fatti tuoi!

Certo adesso non incorri più in questo genere di inghippi, ma il bisogno di comodità rimane alle tue spalle come un amico poco fidato.

Se avvicinato da un venditore smaliziato, con un’offerta straordinaria, potrebbe capitarti di acquistare un audio-corso per imparare una lingua, sperando in un risultato immediato.

Certo è che se ti limiti ad ascoltare il corso un paio di volte, difficilmente riuscirai a parlare come Queen Elisabeth. Ci vuole pratica.

Ecco perché un’immersione totale in un ambiente straniero è uno strumento potentissimo per imparare.

Lo stesso vale per la PNL e la comunicazione efficace.

Quando hai terminato un corso, possiedi tutti gli strumenti per raggiungere i tuoi obiettivi. Per maneggiare questi strumenti con disinvoltura, poi, ti occorre utilizzarli molto.

Spesso i miei allievi, durante un percorso di formazione, riescono ad ottenere i primi miglioramenti evidenti e sono entusiasti. Allo stesso tempo, a fine percorso, alcuni tendono a svalutarsi perché non riescono ad utilizzare con maestria tutti gli strumenti.  Fermi tutti, dico loro. È naturale. Ci vuole tantissima pratica, proprio come nello sport.

Un ottimo espediente è darsi dei compiti settimanali per acquisire maggior scioltezza.

Un esempio per un mese di allenamento alla comunicazione efficace:

  • Prima settimana: ti concentri sulle parole che utilizzano i tuoi interlocutori
  • Seconda settimana: focus sul loro paraverbale e non verbale
  • Terza settimana: impari a modulare il tono della voce nei suoi diversi colori
  • Quarta settimana: annoti in quale modalità chi sta parlando rappresenta le esperienze mentre interagisce con te e con gli altri

e, in ogni caso, replichi di conseguenza, un piccolo passo alla volta.

Uno dei punti fondamentali che rendono un obiettivo concreto è proprio la sua raggiungibilità e chiedersi tutto e subito è tutt’altro che raggiungibile.

Facile, tutto e subito, quindi?

Forse nei film di fantascienza. Forse.

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