Se la comunicazione fosse un sentiero, lungo il cammino ti imbatteresti a un certo punto in un quieto laghetto.

L’acqua limpida rifletterebbe la tua immagine sulla superficie.

Eccoti: protagonista della tua storia, ti guardi attraverso i tuoi stessi occhi. Sei tu.

Cosa vedi?

Uno dei primi passi che un nuovo istruttore di fitness compie durante i miei percorsi di formazione è proprio quello di imparare a riconoscere i propri punti di forza. Ognuno di noi ha particolari talenti che lo rendono unico e speciale. Eppure, molti di noi sono giudici severi verso se stessi e si focalizzano più sui difetti che sui pregi, più sulle mancanze che sulle doti.

È positivo essere consapevoli dei nostri punti deboli per poter crescere e altrettanto importante è conoscere i propri punti di forza per potenziarli e migliorare con maggior facilità. È stato infatti dimostrato che è molto più semplice consolidare un punto di forza piuttosto che colmare una lacuna.

Nel mondo del fitness è facile rendersene conto, vi porto un esempio.

Immaginate un istruttore preparato e carismatico che predilige condurre attività di tonificazione. Il ragazzo è molto bravo, ha ottime skill comunicative e riesce a coinvolgere agevolmente i propri allievi che fa sentire seguiti grazie ad una vivace interazione con loro e a suggerimenti tecnici preziosi che sa trasmettere con semplicità e sintesi calzanti.

Immaginate che il suo manager sia un tipo ostinato e che, non trovando molti istruttori in gamba per tenere lezioni ballate, coreografiche, voglia a tutti costi che il ragazzo insegni coreografia. È carismatico, pensa, perciò che problema c’è se andrà fuori tempo e sarà buffo nei movimenti?

Il problema inizierà proprio nella testa del ragazzo che si sentirà svilito, impedito e forzato verso qualcosa che non gli appartiene. Poi il suo malessere interiore si rifletterà all’esterno come uno tsunami. Risultato? Istruttore scontento e clienti scontenti.

Tutti possiamo canticchiare un motivetto, ma esiste solo una Aretha Franklin.

Uno strumento validissimo per fare il punto è l’analisi SWOT che possiamo prendere a prestito dal mondo aziendale.

SWOT è un acronimo che sta per:

Strenght – punti di forza

Weakness – debolezze

Opportunities – opportunità

Threads – minacce esterne.

Quello che consiglio ad ogni istruttore (ma non solo: l’analisi SWOT ben si adatta a qualsiasi ruolo) è di creare uno schema a quattro colonne in cui inserire le proprie caratteristiche così organizzate.

Molto più efficace risulta l’analisi se guidata da un coach o una figura esperta nel settore di competenza della risorsa, soprattutto per verificare che la percezione personale sia realistica.

Il risultato della SWOT è utilissimo per verificare progressi, trovare soluzioni a problematiche e spunti per trasformarle in opportunità.

Una squadra è tanto più forte quanto formata da persone con diverse competenze e qualità.

Un buon leader sa fare le giuste scelte per facilitare il lavoro d’insieme e valorizzare ogni persona.

Perché, come dice Aristotele, “Il tutto è maggiore della somma delle singole parti”.

Tu comincia da te.

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