Le emozioni colorano la vita. Hanno tinte diverse, evocano storie differenti e danno un senso piuttosto che un altro all’esperienza che stai vivendo.
Per goderti una giornata con il sorriso sulle labbra, forse pensi che siano necessarie solo sensazioni belle ed esaltanti, mentre, nel tuo quotidiano, provi anche emozioni tutt’altro che gioiose. Ma anche le emozioni meno piacevoli hanno il loro perché e gli psicologi, come Luca Mazzucchelli, pioniere dei contenuti a carattere psicologico su youtube, insegnano che vanno accolte.
Alcune persone si chiedono quale sia il collegamento tra le emozioni e la comunicazione efficace.
È un po’ come chiedersi quanto il respiro sia collegato alla vita.
Pensa semplicemente ad una persona con un volto inespressivo che ti parla con una voce monotona, aritmica, rimanendo immobile come una pietra.
Quanto a lungo pensi sarebbe in grado di tenere alta la tua attenzione?
L’attenzione va stimolata, nutrita, mantenuta nel tempo, altrimenti cala.
È una creatura irrequieta e si lascia distrarre facilmente dagli stimoli che la richiamano.
E qualsiasi diversivo diventa più stimolante di una comunicazione noiosa.
Una notifica sonora sul cellulare, un passante vestito in modo insolito, un alito di vento.
La comunicazione, quindi, per catturare l’attenzione dev’essere emozionante.
“You go first” dicono i grandi trainer americani di PNL.
Vuoi suscitare un’emozione in chi interagisce con te? “Vai tu per primo” e quindi: entra nell’emozione, percepiscila, vivila.
Vuoi ricevere un sorriso? Sorridi tu per primo. Vuoi ricevere attenzione? Dai attenzione.
Dare quello che si desidera ottenere potrebbe apparire contro-intuitivo, ma è come curare un giardino o un orto.
Chi semina raccoglie, proprio come dice il proverbio, e raccoglie esattamente quello che ha seminato.
Se pianti emozioni poco luminose, raccoglierai ben poca luce dalle tue relazioni, mentre se curi il tuo modo di comunicare, ne otterrai i frutti migliori.