Muoversi fa bene, lo sanno tutti.
Eppure, non tutti fanno solo quello che fa bene.
Prendi i fumatori, ad esempio. Sono consapevoli del fatto che le sigarette sono controindicate per la salute. Eppure, fumano ugualmente.
Chi è abituato a stare ore ed ore inattivo continua a farlo pur sapendo che è sconsigliato per stare bene.
Le ricerche degli ultimi anni attestano che solo il 10% degli Italiani va in palestra.
E da anni i gestori di centri fitness studiano modi per raggiungere il restante 90%.
“Porta un amico”, “Dammi tre nominativi di persone cui consiglieresti il nostro club” e simili strategie che hanno certamente portato i loro risultati, ma che ora vengono percepite come seccature.
C’è bisogno di innovare e negli ultimi tempi si è creata una possibilità assolutamente nuova.
Immagino che anche tu, come tutti, cerchi contenuti di tuo interesse sul web.
Magari ti attivi spontaneamente per trovare curiosità e informazioni, mentre cestini le innumerevoli mail pubblicitarie che ricevi.
La possibilità e la necessità di scelta vincono sull’offerta non richiesta.
Il tempo è prezioso, tutto, anche quello dedicato allo svago sui social e le pressioni che vogliono privarcene vanno eliminate rapidamente.
Nell’ultimo anno e mezzo, indotte dalle necessità del periodo, moltissime palestre hanno aperto le loro finestre virtuali sul web.
Chiunque, magari incuriosito dalla novità, pur restando nella comodità e riservatezza del proprio salotto, ha potuto, per la prima volta nella storia, dare un’occhiata al mondo del fitness senza spendere un euro di abbonamento e senza neppure doversi sbattere per sottoscrivere una prova.
Cosa ha scoperto?
Cosa hanno preparato per lui fitness club ed istruttori?
Me lo chiedo con una vena di perplessità perché, con gli occhi da professionista del settore, ho trovato qualche trainer superlativo, certo, ma molta più incompetenza di quanta non immaginassi.
Sono rimasta sorpresa.
Sorpresa perché, se come club o come trainer vai online e porti incompetenza e la trasmetti, significa che ne sei inconsapevole. E questo, a mio parere, è ancora più grave dell’incompetenza stessa cui, con un po’ di formazione di qualità e tanta pratica, puoi rimediare.
Ecco.
Se lavori nel fitness e vuoi invogliare quelle persone che ancora restano sul divano ad alzarsi, devi essere competente, presente, stuzzicante.
Puoi proporre allenamenti di qualità, una tecnica esemplare, ma soprattutto devi comunicare con eccellenza impeccabile. Devi coinvolgere.
Perché un Jumping Jack è muto di per sé e un Burpee fatto bene è una rarità, sui social.
Perché non esiste esercizio che possa essere invogliante ed appetibile per una persona sedentaria, non addetta ai lavori.
Occorre parlare diversi linguaggi. Immedesimarsi in un nuovo pubblico che si affianca a quello dei fedelissimi, cui siamo grati proprio per la fedeltà e il sostegno, ma che da solo è insufficiente a sostenere il club oggi.
Se parli tecnico ti capiranno soltanto i tecnici.
Se trasmetti emozioni, si emozioneranno tutti.